Montodine ebbe stagioni caratterizzate da un costante incremento demografico (era infatti il paese più popoloso del Cremasco) ed economico, da costruzioni di edifici soprattutto religiosi: cinque furono le chiese innalzate nell’arco di due secoli (XVII- XVIII). Tutta la comunità era coinvolta nell’edificazione dei luoghi di culto: la grande chiesa parrocchiale del XVIII sec. fu infatti eretta grazie alle offerte dei fedeli e anche all’apporto di consistenti contributi economici delle varie confraternite che reggevano i rispettivi oratori. A testimonianza del clima di fervore edilizio che interessò Montodine nei due secoli citati si riporta una descrizione del paese del 1755 contenuta nella relazione della visita pastorale di Mons. Lombardi, vescovo di Crema:
"il villaggio di Montodine, che talvolta si scrive anche Montodeno, il più popoloso di tutti gli altri della campagna cremasca, occupa quella parte del territorio, che il Serio bagna a un miglio dalla confluenza nell’Adda, sorge perciò su ambedue le rive dello stesso Serio, ma soprattutto sulla destra, riva che il paese unisce alla sinistra con un ponte, e abbellisce le sue sponde non solocon edifici sacri ma anche profani, e pure con torri; in realtà è un villaggio degno di apprezzamento per la sua ordinata disposizione, che, presentandosi per primo a coloro che giungono da Piacenza e da Cremona, mostra, per quanto può un abitato campagnolo, la prosperità del Dominio Veneto”.
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